Interventi

1 Agosto 2012

“Province, non puniremo nessuno”

La vice di Errani, Saliera: “No a formule prefissate”

 

1 agosto 2012 – Il Carlino Reggio Emilia

 

Intervista a Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

 

Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega alla cooperazione con le autonomie “benedice” la proposta di una “provincia Emilia”, apprezzando la formulazione avanzata dal sindaco Graziano Delrio.

Vicepresidente Saliera, cosa nel pensa della proposta della Presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini di istituire un’area vasta “Emilia” derivante dall’accorpamento di 4 province (Parma Piacenza Modena Reggio)? La proposta sembra essere supportata anche dal sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio e della Presidente Masini, ma non rischia di diventare una “Regione nella Regione”?

“Finalmente il testo licenziato dalla Commissione del Senato non prevede più “buoni e cattivi”, ma ci invita a fare un ragionamento a tutto tondo, senza bisogno di punire o promuovere qualcuno. Che in Italia ci sia bisogno di rivedere l’assetto istituzionale dello Stato è fuori di dubbio, per questo, insieme a tutti i soggetti interessati, valuteremo quali siano le prospettive migliori per i cittadini, le imprese e i territori. Ci sono due cose da tenere ben presenti: il decreto in via di conversione non abolisce le Province, che restano come livelli di governo previsti dalla Costituzione, ma ne prevede un riordino. Inoltre, sempre il decreto, assegna alle Province delle funzioni fondamentali come ad esempio viabilità, pianificazione territoriale, ambiente, edilizia scolastica e trasporti”.

Entro il 15 ottobre dovrà essere concluso il procedimento per realizzare il piano di razionalizzazione delle province  (previsto il passaggio attraverso il consiglio delle autonomie locali e l'approvazione della Regione). Esistono già delle indicazioni di massima di come intende proceder la Regione in vista della realizzazione del piano, dato che questo avrà certamente un peso nella elaborazione del parere del Cal?

“Le prossime saranno settimane di serrato confronto, e vedo, come quella del sindaco Delrio, proposte molto importanti su cui lavoreremo, ma è presto, proprio perché crediamo nel confronto, mettersi a enunciare ricette o menù prestabiliti”.

Circolano già delle ipotesi secondo cui a livello di Regione si potrebbero effettuare delle modifiche ai limiti territoriali delle attuali province per salvare quelle più vicine ai criteri imposti dal decreto. A quella di Reggio basterebbe “l’annessione” di qualche comune limitrofo per non sparire dalla cartina geografica. È una via percorribile?

“Non si tratta né di fare anessioni, né di fare secessioni: dobbiamo lavorare per dare l’assetto istituzionale più funzionale e più efficiente per aiutare i nostri territori e i nostri concittadini ad affrontare i problemi quotidiani, primo fra tutto quello di una burocrazia più efficiente e più leggera, presupposto indispensabile per uscire dalla grave crisi che colpisce tutti. E comunque qualsiasi iniziativa di cambiamento “geografico” è di iniziativa dei Comuni come previsto dalla Costituzione della Repubblica”.

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