Interventi

12 Marzo 2012

Più sicuri in Emilia-Romagna

Più sicuri in Emilia-Romagna

 

Convegno su sicurezza – 12 marzo 2012

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

Buongiorno,

si tratta di una giornata molto ricca, quella organizzata oggi. Da un lato, presentiamo alcuni risultati del nostro lavoro sull’andamento dei reati nella nostra regione e sulla percezione di sicurezza dei cittadini.

Dall’altro, grazie alla collaborazione positiva instaurata con l’Ufficio del Difensore Civico, apriamo anche una discussione sul tema delle vittime dei reati. Per la verità non è un tema nuovo per la nostra Regione. Come tutti sapete, dal 2004  abbiamo costituito, con la legge sulla sicurezza integrata, una Fondazione insieme alle province e ai Comuni capoluogo per rispondere ai bisogni delle persone che sono vittime di reati violenti. Oggi pomeriggio, insieme ad altre associazioni, ci sarà spazio per capire meglio come la Fondazione lavora e a quali bisogni risponda e anche per cogliere quanto sia ricco il lavoro delle associazioni su questo. Vorrei solo aggiungere qualcosa sul significato di questa giornata. La prima cosa importante è che sui temi della sicurezza, stiamo portando avanti il nostro lavoro con determinazione, nonostante le difficoltà che i tagli recenti hanno procurato anche al finanziamento di questo settore delle politiche regionali. Ricordo che solo pochi mesi fa, a fine dicembre 2011, abbiamo varato 38 nuovi progetti che vanno a sostenere le misure di prevenzione, di rassicurazione sociale e di valorizzazione della polizia locale. Le iniziative sostenute dalla Regione in oltre 10 anni in materia di sicurezza e polizia locale superano il numero di 600.
Tra le iniziative per la sicurezza sono stati finanziati progetti per la diffusione dell’applicazione del Rilfedeur (un sistema per la rilevazione del disordine urbano, già in uso in circa 50 comuni e province, che consente di velocizzare la rilevazione e la risposta alle richieste dei cittadini e che sarà applicato a breve in altri 20 comuni), oltre a questo abbiamo continuato a finanziare i più tradizionali interventi di controllo del territorio con il rafforzamento della videosorveglianza e il sostegno al lavoro e alla qualificazione della polizia municipale. Si aggiungono, poi, azioni per la rassicurazione dei cittadini, per favorire la soluzione dei tanti conflitti nell’uso dello spazio pubblico che le trasformazioni delle nostre città creano ogni giorno. Come nel caso dell’accordo che abbiamo siglato con il Comune di Bologna per realizzare iniziative di rassicurazione e di prevenzione della devianza giovanile in alcuni quartieri della città. Continuiamo ad essere convinti che non esista una sola ricetta miracolosa per questi problemi, ma che vadano combinati interventi diversi.
L’ottica che privilegiamo è la collaborazione tra la Regione e le Città, cioè i luoghi dove questi problemi si manifestano in modo diretto. Aggiungo brevemente che, come sapete, a questo impegno sulla sicurezza urbana abbiamo affiancato alcune incisive attività sulla prevenzione della infiltrazione del crimine organizzato e mafioso, grazie alla legge approvata lo scorso 9 maggio 2011 e dalla quale sono già scaturiti una notevole quantità di progetti già finanziati. Colgo l’occasione per riaffermare la necessità che il tema della sicurezza urbana torni ad essere centrale per tutta la comunità. È importante recuperare l’approccio di cooperazione istituzionale (Regione Stato) che in passato è stato perseguito e che negli anni recenti a nostro avviso si è indebolito, poiché si è riduttivamente condotto il tema della sicurezza urbana alla sola questione delle ordinanze dei sindaci.
Pensiamo che il tema abbia ben più ampia portata e che allo strumento delle ordinanze si debbano affiancare altri interventi: il migliore coordinamento delle forze di polizia e la loro valorizzazione, il recupero degli strumenti preventivi, in chiave più moderna e adeguata alla complessità dei fenomeni che abbiamo davanti fino ad arrivare allo strumento fondamentale della pianificazione e della riqualificazione urbanistica. Lo sviluppo delle nostre politiche si è sempre basato sull’approfondimento dei fenomeni. Non esistono buone pratiche se non ci sono prima buone analisi dei problemi. Per questo capire cosa succede nell’andamento della criminalità e delle preoccupazioni dei cittadini è importante per impostare delle politiche corrette, che davvero diano risposte a quei bisogni. Oggi presentiamo alcuni dei risultati delle nostre analisi e vogliamo condividerli prima di tutto con gli amministratori delle città. Gli interventi successivi ci diranno nel merito a quali cambiamenti siamo di fronte. Qual è il polso della situazione per quello che riguarda in particolare la nostra Regione. Lo facciamo utilizzando i dati ufficiali a disposizione, insieme ad una fonte diversa, che è l’inchiesta sulle vittime di reato che abbiamo realizzato nella nostra regione un anno e mezzo fa, in collaborazione con il Medec della Provincia di Bologna,  e che ci ha consentito di saperne molto di più sulle caratteristiche delle vittime  e dei loro bisogni.
Con questo Quattordicesimo Rapporto, la Regione Emilia-Romagna intende così  fornire un ulteriore e aggiornato quadro della situazione che riguarda la sicurezza dei cittadini che vivono nel nostro territorio, con un approfondimento sulle vittime dei reati, che è anche il filo conduttore con la seconda parte della giornata. Concludo con una riflessione proprio su questo tema. Siamo convinti che sia necessaria un’azione più incisiva, anche a livello nazionale, per la protezione delle vittime di reato. Con la nostra Fondazione riusciamo senz’altro a fare qualcosa di importante per i casi più gravi, ma non v’è dubbio che il nostro paese sia ancora molto indietro, anche nell’adeguamento agli standard europei di protezione (legale e sociale) delle vittime dei reati. Le vittime di reato troppo spesso  vengono ricordate solo in occasione di eventi gravissimi, o spesso vengono strumentalizzate, per contrapporle agli autori, o per dimostrare che il sistema penale non funziona. Non è questo il nostro approccio. Le vittime di reato vanno aiutate e protette,  a loro vanno riconosciuti diritti e protagonismo perché rappresentano un gruppo sociale che vive una condizione di vulnerabilità. Vulnerabilità che si estende al sistema Paese. Uno Stato civile e moderno ha bisogno di queste forme di tutela. Con questa giornata, speriamo di offrire a tutti elementi per una riflessione ragionata e attenta su questi argomenti, di dare un contributo al dibattito pubblico sul tema dei diritti delle vittime, a riconfermare il nostro impegno nel  proporre alla società emiliano-romagnola analisi accurate, assieme a interventi che tutelino i cittadini, le imprese e le nostre stesse Istituzioni.

Grazie

 

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