Interventi

26 Febbraio 2012

Il valore del lavoro

Il valore del lavoro

26 febbraio 2012 – l’Unità

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 L’Italia ha bisogno di intraprendere un programma di necessarie riforme: per uscire dalla crisi, per modernizzare, senza regressioni, il Paese, per avviare un indispensabile processo di crescita senza il quale non si potrà mettere fine al nostro declino. In questa prospettiva l’offensiva dei falchi confindustriali sull’articolo 18 mi sembra l’ultimo degli argomenti da porre in discussione.

Per quel che mi riguarda l’articolo 18 rappresenta un di ritto che dà valore al senso di civiltà e giustizia sul posto di lavoro, posto di lavoro che troppi vorrebbero fosse considerato extraterritoriale. Sono molti gli imprenditori italiani ed anche emiliano-romagnoli che non lo considerano un problema, ma anzi lo definiscono un risibile feticcio. Per noi il lavoro è sempre stato accompagnato dalle parole emancipazione, dignità, libertà. Negli ultimi anni questi principi sono stati fortemente messi in discussione nella dialettica fra le parti sociali, al punto che una corrente imprenditoriale ha usato la profondità e indiscutibilità della crisi economica per riportare il lavoro a puro concetto di merce.
Da soggetto produttivo a mero fattore di produzione. Si sono addirittura inventate new companies che negli stessi edifici delle old companies hanno solo cambiato contratto di lavoro a cui assoggettare i lavoratori consenzienti e licenziando tutti gli altri. In questo modo si sono colpite duramente le basi materiali della forza del lavoro e con esse i suoi stessi livelli di coscienza. In una parola, si è aggiunto alle gambe tagliate anche la sindrome della lingua mozzata, cioè riduzione al silenzio in fabbrica e afasia nella società. Paradossalmente ce lo ricordano ogni giorno i tanti imprenditori che sfidano un mercato sempre più competitivo e senza regole, dove da troppi anni la sacralità ed intangibilità della speculazione finanziaria hanno preso il posto dell’economia reale fatta di produzione, di investimenti, di innovazione e di stimolo alla crescita e del’occupazione. Dal canto suo  la Regione ha fatto e farà la sua parte per sostenere l’occupazione. Dal 2009 “Patto per attraversare la crisi” ha permesso di sostenere aziende e lavoratori in questi primi anni di crisi, ora è il momento del “Patto regionale per la crescita sostenibile e inclusiva”.Nel Bilancio 2012, nonostante i tagli del Governo Berlusconi agli enti locali,  la Regione ha previsto 40 milioni per sostenere le imprese e 20 milioni per incentivare la stabilizzazione dei precari e sostenere l’occupazione dei giovani, compresi gli apprendisti. Nei bandi regionali per i contributi alle imprese sarà previsto un premio per: le nuove assunzioni, la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e l’assunzione di lavoratori che abbiano esaurito il periodo coperto dalla indennità di mobilità. 

 

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