Interventi

22 Febbraio 2012

Gli anticorpi e la legge

Gli anticorpi e la legge

22 febbraio 2012 – Il Corriere di Bologna


Intervento di Simonetta Saliera
Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

Per la criminalità organizzata è ferale essere colpita nel patrimonio. È questo, come ha ricordato bene il Procuratore Grasso nell’intervista pubblicata ieri su “Il Corriere di Bologna”, un punto molto importante.

La nostra impressione è che i Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, debbano affrontare da soli un impegno troppo gravoso e che deve esserci una condivisione istituzionale di questo impegno. La possibilità di recuperare ad un uso sociale i beni confiscati è estremamente importante, anche per il messaggio simbolico che si da ai cittadini E non è un caso, dunque, che uno degli aspetti principali della nuova legge regionale per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e la diffusione della cultura della legalità, preveda proprio interventi a sostegno dei Comuni che gestiscono beni confiscati alla criminalità. L’Emilia-Romagna è da sempre terra nemica della mafia. Lo è perché la nostra corazza istituzionale è solida, lo è perché è solido il nostro tessuto civile, economico e associativo. Eppure i segnali per cui preoccuparsi ci sono tutti, da ultimo le minacce di cui sono state vittime autorevoli magistrati e giornalisti. La Regione Emilia-Romagna ha preso sul serio questa sfida: la mafia non la si può rinchiudere in un recinto, si sparge come un virus e gli anticorpi sono soprattutto quelli di prevenzione culturale. Per questo bisogna osteggiarla e creare un terreno non fertile. Dalla legge regionale per il controllo dei cantieri in edilizia, per gli autotrasporti, per i materiali di cava a quella per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e la diffusione della cultura della legalità, in Regione sono stati approvati importanti provvedimenti legislativi a cui abbiamo dato applicazione con risorse e impegno.
Proprio in questi mesi abbiamo finanziato con oltre due milioni di euro 68 progetti grazie ai quali, tra le altre cose, oltre 20.000 studenti, dalle scuole medie all'università, potranno godere di corsi specifici sulla legalità e la mafia; altri 500 ragazzi potranno visitare terre e beni confiscati alla mafia, mentre per amministratori pubblici e imprenditori sono previsti corsi di formazione. Grazie al contributo della Regione, poi, saranno recuperati due beni confiscati (uno a Berceto, Parma, l’altro a Lido Adriano, in provincia di Ravenna) che torneranno a disposizione della cittadinanza, mentre a Bologna il Comune in collaborazione con Libera aprirà uno sportello per raccogliere segnalazioni da parte di cittadini e imprenditori su fenomeni di usura e racket e per monitorato l’espansione dei videopoker.

 

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